| Piano casa approvato anche in Puglia. Cosa cambia adesso? |
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Sul periodico Cistranese "Porta Grande" nell'uscita n. 5(50) di Agosto 2009 e stato intervistato l'Ing. Martello, che ci ha spiegato, più nel dettaglio, cosa ne è del piano casa, recentemente approvato dalla Regione Puglia. Qui sotto riportiamo l'intervista integrale, estrapolata dal periodico. Ing. Martello, cosa può dirci del Piano Casa recentemente approvato dalla Regione Puglia?
"In
data 24 luglio 2009 la Regione Puglia, prima nel Meridione, ha
approvato il Piano Casa. Il Disegno di legge 19/2009 per il rilancio
dell'edilizia ha ottenuto il via libera del Consiglio Regionale. La
legge si compone di n. 9 articoli e avrà una durata limitata nel tempo
(24 mesi) al fine di accellerare i possibili interventi, disciplinati
dagli artt 3 e 4. Durante l'iter di approvazione erano stati presentati
numerosi emendamenti, ma gli unici presi in considerazione riguardano
le aree sotto tutela, i parcheggi e gli edifici da abbattere per la
pubblica incolumità. Possono essere ampliate le abitazioni inserite
nelle aree edificabili rientranti in zona sottoposta a vincolo
paesaggistico o negli ambiti territoriali "A" e "B" del PUTT/P, previa adozione di un regolamento da parte dei Comuni nei successivi 120 giorni; per
i parcheggi, in caso di mancanza di spazio, il costruttore dovrà
versare la cifra corrispondente al Comune, che si impegnerà nella
realizzazione di nuovi posti auto o di servizi a sostegno della
mobilità pubblica. Gli edifici da demolire per ragioni di sicurezza
possono poi essere ampliati del 35%".
Quali sono gli intervanti ammessi?
"Ai sensi dell'art. 3, possono essere ampliati gli edifici ad uso
abitazione, uni e bi-famigliari, fino al 20% della volumetria fuori
terra esistente, purchè questa non sia superiore ai 1.000 metri cubi (
a Cisternino però sono poche le case al di sotto di tale volumetria!!),
per un massimo di 200 metri cubi, nel rispetto di altezze massime e
distanze consentite.
Quali sono le sue personali considerazioni?Ai sensi dell'art. 4, la demolizione con successiva ricostruzione consente un premio volumetrico del 35%, dal quale restano per escluse le aree di prestigio paesaggistico e storico-culturale. Si può procedere alla riqualificazione sugli immobili in cui almeno il 75% del volume abbia destinazione residenziale. E' prevista l'integrale corresponsione del contributo di costruzione. E' consentito l'ampliamento anche di edifici che risultano in contrasto con l'ambiente, per i quali era prevista solo la demolizione e ricostruzione. I manufatti realizzati sulla costa, nell'alveo di una lama o in territori a rischio terremoto, potranno essere ampliati del 35% se ricostruiti in aree adatte. Resta il divieto di deturpare i centri storici o di costruire in aree a rischio sismico e idrogeologico. Le costruzioni da ampliare o ricostruire devono essere già state ultimate e agibili alla data di entrata in vigore della legge (24 luglio 2009), sono comprese anche quelle che hanno avuto la sanatoria per effetto delle varie leggi sul Condono Edilizio. Sono esclusi dagli interventi i capannoni agricoli e industriali e non è possibile il cambio di destinazione d'uso. I comuni possono individuare edifici anche non residenziali, realizzati in sanatoria edilizia, da rimuovere perchè contrastanti col paesaggio. Anche in questo caso scatta la possibilità di un aumento del 35% per il nuovo edificio da realizzare in un area più idonea. Il bonus sala al 45% se l'intervento rientra in un piano integrato o va a favore dell'edilizia residenziale sociale". E' prevista una semplificazione burocratica per la realizzazione degli interventi? "Tutti gli interventi possono essere realizzati attraverso la denuncia di inizio attività (DIA) ai sensi dell'art. 22 del Testo Unico per l'Edilizia (D.P.R. 380/2001), accompagnata da una Perizia Giurata e documentazione fotografica da parte del tecnico incaricato, che attesti la consistenza dell'immobile esistente".
"Sicuramente si apre un opportunità di sviluppo per la nostra
comunità, ma staremo a vedere se vi saranno le risposte economiche dei
privati che potrebbero usufruire del Piano Casa (la crisi è seria e ho
i miei dubbi che i cittadini che rischiano il proprio posto di lavoro
investano sul "mattone"!). Inoltre è fondamentale l'approvazione del
Regolamento dal parte del Comune di Cisternino che nei 120 giorni,
senza il quale non sarebbe possibile alcun intervento; infatti, la
maggior parte del territorio ricade in ambito territoriale "B" del
PUTT/P e per di più l'intera Valle d'Itria è sottoposta a vincolo
paesaggistico, per cui, ai sensi dell'art. 6, in mancanza del
regolamento suddetto, non sono possibili nè interventi di ampliamento
nè di ricostruzione. Speriamo bene"
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